Lampedusa Foto   Lampedusa - Isola di Lampedusa - Lampedusa vacanze Pelagie, ovvero isole d’alto mare, chiamarono Lampedusa, Linosa e Lampione gli antichi marinai greci che qui vi fecero sosta. Giungendo con l’aereo a Lampedusa sembra di atterrare su una portaerei in navigazione nel mare più blu del mondo; dal ponte della nave o dalla cabina dalla barca, invece, l’isola appare simile ad una grande tavolato che galleggia sul cristallo. A Lampedusa la costa presenta caratteristiche molto differenti: a sud spiagge di finissima sabbia bianca si alternano a cale rocciose, a nord invece una serie di ripide falesie inaccessibili dal mare, vero paradiso per gabbiani, falchi e cormorani, offrono uno spettacolo mozzafiato per la loro bellezza selvaggia. Il calcare e la dolomite sono le rocce che connotano il terreno.   Lampedusa vacanze
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Lampedusa -Alcune Foto dell' isola di Lampedusa
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Lungo la costa orientale del continente africano, a largo della città di Tunisi, affiora dal mare, ultimo lembo d’Italia, l’ Isola di Lampedusa: 11 Km per 3,7 Km, questa è la stringatissima, ma significativa, presentazione di una minuscola isola al centro del Mediterraneo. A Lampedusa il tempo e la vita acquistano significato diverso: lo stress, la frenesia della civiltà, lasciano il posto all’immersione in una società dove la natura ed i rapporti umani non sono stati corrotti dalla modernità. Le sue distanze dai continenti, 210 Km dalla Sicilia e 128 dalla Tunisia, e le sue coordinate, 35°29’58’’ di latitudine N. e 12°36’03’’ di longitudine E., ci fanno immediatamente capire che Lampedusa è più vicina, e geologicamente più affine all’Africa anziché all’Europa, se nonché ci danno conferma dell’appartenenza di Lampedusa alla piattaforma continentale africana. Pelagie, ovvero isole d’alto mare, chiamarono Lampedusa,
Lampedusa Isola conigli


Lampedusa è un'isola piccola, ma tutta da scoprire: le sue coste sono una continua sorpresa, le sue cale una serie di incantesimi. Proviamo a fare il giro dell'isola di Lampedusa, uscendo dal Porto in direzione nord-ovest verso punta Guitgia. A questo punto sarete in prossimità della spiaggia top dell' isola di Lampedusa, quella dei giovani, dove fare qualche nuova amicizia. Continuando  in direzione NW troverete la spiaggia di Cala Croce, due piccole spiagge divise da un'insenatura ( a Lampedusa è frequentata molto da famiglie). La più grande è delimitata alle spalle da una serie di canne, l'altra più piccolina è coperta alle spalle da un costone  e sono ben accessibili. Poche centinaia di metri e troverete una serie di incantevoli calette: Cala Madonna, Cala Greca. La prima è una cala stretta e lunga è la sede del Santuario rupestre della Madonna di Porto Salvo patrona di Lampedusa. Cala Greca è una spiaggia minuscola adatta allo snorchering.
Lampedusa foto porto di notte
    A fianco c'è Cala Galera, questa spiaggia prosegue con un vallone dove vi sono alberi di fico, gelsi. Lasciamo queste calette e continuiamo il nostro viaggio nell' isola di Lampedusa ed arriviamo alla Tabaccara. Dagli abitanti dell' isola di Lampedusa è definita la "piscina" per le trasparenze incredibili del mare. A fianco troviamo l' Isola dei conigli uno scoglio di fronte al quale vi è la spiaggia più grande dell'isola di Lampedusa, qui, sembra di essere ai tropici, il colore del mare, la luce del sole hanno dell'incredibile sembra un sogno, ma sei a Lampedusa. Alle spalle dell'isola dei Conigli, affiora dal mare un piccolo scoglio: se vi immergete nelle vicinanze potrete osservare la Madonnina del mare, omaggio di un fotografo subacqueo che sopravvisse ad un incidente nel mare di Lampedusa.
Lampedusa Cala Madonna

roseguendo poi, si giungerà a Cala Pulcino, anche qui il mare di Lampedusa dà spettacolo.  Seguono poi tre valloni: dell' Acqua, Profondo e della Forbice. Proseguendo si arriva all'estremità dell' isola di Lampedusa, Capo Ponente, contraddistinto dal faro, si vira in direzione della costa nord alta e frastagliata, ricca di grotte e anfratti naturali.  In alto al sacramento c'è la vetta dell'Isola di Lampedusa, ossia l'Albero Sole a quota 133 metri. La vista che si può godere da quel picco è veramente emozionante. All'estremo lato nord dell' isola di Lampedusa, c'è Capo Grecale riconoscibile per la presenza de faro. La costa est dell' isola di Lampedusa è più frastagliata e ricca d' insenature: Cala Calandra, Mare Morto, Cala Creta, Cala Pisana.
Lampedusa Tuffo nel blu
Tutti siti balneabili  e facilmente raggiungibili. A Lampedusa c'è il punto più a sud d'Italia anzi d' Europa: Punta Sottile, la propaggine più estrema dell'isola. Stiamo completando il periplo dell' isola di lampedusa ma prima ad accoglierci ci sarà Cala Francese con le sue acque calme e smeraldine, e con le sue alte palme che ci danno veramente la sensazione di stare ai tropici. Continuiamo  ed incontriamo le Grottacce due grotte contigue dall''atmosfera è magica. Ultima tappa è Cala Maluk del giro dell' isola di Lampedusa, fino a qualche decennio fa qui si pescavano le spugne. Siamo  così arrivati alla fine, Alla scoperta dei luoghi più incantevoli dell' isola di Lampedusa.
   Lampedusa foto del porto
Per contribuire allo studio e alla protezione dei delfini, per cercare di armonizzare il rapporto tra questi animali e i pescatori, a Lampedusa da alcuni anni diverse associazioni ambientaliste, e tra queste in prima linea Marevivo ed il Cts stanno portando avanti diverse attività di salvaguardia nei confronti di questi animali. Attività che hanno lo scopo di svolgere attività di studio e ricerca sui delfini e di curare tutte le iniziative volte a informare e a sensibilizzare le popolazioni locali e i turisti sulla necessità di proteggere questi mammiferi marini che, oltre a rappresentare una ricchezza in termini di biodiversità, costituiscono un’importante risorsa anche dal punto di vista socio-economico. Lampedusa, data la sua posizione geografica, rappresenta un osservatorio privilegiato per osservare e studiare alcuni cetacei che vivono nel Mediterraneo. Infatti, nel mare che circonda l’isola di Lampedusa sono presenti con regolarità tre specie di delfino: Delfino comune (Delphinus delphis), Tursiope (Tursiops truncatus), Stenella (Stenella courulealba).
 Lampedusa foto scoglio a vela
I cetacei sono mammiferi acquatici che da sempre hanno catturato la nostra attenzione per il loro enorme fascino e mistero. Il loro mondo è immenso e vario e si espande dai fiumi fino alle profondità degli abissi. Perfettamente adattati alla vita subacquea e veri dominatori dei mari, possiedono molte caratteristiche che li accomunano ai pesci, come ad esempio la forma aerodinamica del corpo, il possedere pinne per il nuoto e l’alimentazione. Le dimensioni possono variare dai piccoli delfini, lunghi 1 o 2 metri, all’enorme balenottera azzurra che può superare i 30 metri di lunghezza e che costituisce l’animale più grande che sia mai esistito sul nostro pianeta. I cetacei iniziarono, già a partire dall’Eocene circa 55 milioni di anni fa, l’adattamento alla vita marina (facevano parte del gruppo Archeoceti): dapprima, infatti, possedevano tutti dentatura molto sviluppata e arti posteriori ridotti, adattati alla vita in ambiente palustre, lagunare ed estuario.
 Lampedusa cala creta
Nel corso dei successivi 30 milioni di anni nacquero e si evolsero molte forme di Archeoceti, sempre più trasformati e specializzati nella vita acquatica: glia arti si svilupparono in pinne per la propulsione nell’acqua, il corpo si allungò con una lunga coda, le zampe posteriori ridotte o addirittura scomparse, quelle anteriori trasformate in pinne, e le narici spostate verso la parte più alta del capo. Si dividono in due sottordini: Odontoceti (delfini, orche, capodogli), che possiedono denti per la masticazione, e i Misticeti (balene, balenottere), che ai bordi della bocca hanno i cosiddetti fanoni per la filtrazione dell’acqua. Questi mammiferi sono dotati di un ricchissimo “vocabolario”: oltre a fischiare, grugnire e strillare, riescono a emettere una vasta gamma di suoni percepibili anche da noi uomini, oltre ad emettere ultrasuoni con frequenze troppo elevate per i nostri limitati organi acustici. Chi studia i delfini sa che un giorno riusciremo a comunicare alla perfezione con loro, ma già oggi riusciamo a farlo con il linguaggio dei sordomuti. I delfini si procurano il cibo in acqua e riescono a predare persino sulla terraferma, coordinando attacchi a ignari pesci trascinati a riva dalle onde da loro stessi prodotte.
Lampedusa la costa nord
Dormono galleggiando in superficie e una metà del loro cervello rimane intenta a vigilare. Nonostante siano protetti da leggi internazionali che ne vietano l’uccisione e la cattura, i delfini stanno vivendo un momento davvero difficile della loro storia evolutiva. Rischiare di scomparire per sempre dall’elenco degli “abbonati al mondo vivente” rappresenta infatti una triste possibilità per questi nostri simpatici coinquilini del pianeta Terra. Ogni anno migliaia di delfini vengono uccisi nelle reti da pesca dei tonni e anche nei nostri mari si impigliano nelle reti utilizzate per la cattura dei pesci spada, le cosiddette spadare, e muoiono per mancanza d’aria.                     
      
              Per non parlare di altre cause della loro rarefazione: misteriosi batteri e virus che li minacciano, alterazioni magnetiche dei loro sofisticati sistemi di orientamento, inquinamenti che li avvelenano e drammatiche prigionie in piccole vasche per animali abituati a percorrere ogni giorno da 60 a 90 chilometri. Forti, indomiti e astuti i delfini sono predatori di grande esperienza e sanno combattere insieme le avversità. Ma questi protagonisti degli oceani possono essere anche “violenti” e “crudeli”, anche se questi aggettivi dovremmo usarli per caratterizzare solo la nostra specie. I delfini fanno spesso lotte fra clan, le aggressioni talvolta sono particolarmente intense. I maschi mordono i giovani dei clan rivali e “violentano” le femmine. Alcuni delfini sono stati visti attaccare altre specie di delfinidi come le focene.    Lampedusa Il santuario rupestre


 Lampedusa il cristo di albero sole
Delfino comune (Delphinus delphis) Lunghezza: 2-2,20 m. Peso: 80-120 kg. Caratteristiche: pelle nero bluastra, scura nella zona dorsale e con il tipico disegno a “V” sui fianchi. Il vertice di questa V è toccato da due aree pigmentate che corrono lungo i fianchi. Il ventre è bianco. Vive in gruppi di decine o centinaia di individui. si nutre di piccoli pesci e cefalopodi. cosmopolita, assente solo nelle acque polari e subpolari di entrambi gli emisferi. Normalmente è presente in modo diffuso in tutti i nostri mari, con l’eccezione del medio e alto Adriatico.  Tursiope (Tursiops truncatus) Lunghezza: 4 metri (in media tra 2,50 e 3,50). Le femmine sono poco più piccole dei maschi. Peso: 275-350 kg. La pelle è di colore grigio, il ventre biancastro con sfumature leggermente rosate. Esistono due forme di tursiopi: una pelagica e una costiera. Le forme che conducono vita pelagica sono più robuste di quelle costiere.
 Lampedusa sarcitura delle reti
Vive in gruppi poco numerosi nella forma costiera mentre in quella pelagica fino a centinaia di individui. Si nutre di acciughe, sardine, sgombri, calamari. Cosmopolita, assente solo nelle acque più fredde. Normalmente è presente in tutti i mari d’Italia, più frequente nel Mar Ligure, alto Tirreno, Canale di Sicilia e in tutto l’Adriatico.  Stenella striata (Stenella coeruleoalba) Lunghezza: 2-2,10 m. Peso: 80-120 kg. La pelle dorsalmente è nerastra o grigio scuro con una banda di eguale colore che punta verso il ventre. I fianchi e la zona posteriore sono grigio chiaro. Il ventre è bianco. Caratteristiche alcune strisce nerastre che partono dall’occhio e puntano verso la parte posteriore. Vive in gruppi numerosi. Nuota velocemente e salta spesso fuori dall’acqua. Può raggiungere i 45-50 Km/h ed è pertanto uno dei cetacei più veloci. Si nutre di pesci azzurri e molluschi. Vive in acque temperate e tropicali di tutto il mondo. Risulta più diffusa nei mari profondi, normalmente è presente in modo frequente nei mari meridionali e assente vicino alle coste adriatiche.
Lampedusa reti al sole
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